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Umpalumpa

Novanta metri quadrati

Novanta metri quadrati - UMPALUMPA

Perchè Umpalumpa?

Perchè chi scrive voleva per sè un pezzetto minuscolo di Roald Dahl con celebre fabbrica al seguito, a mò di portafortuna per tale impresa (il nome originale oompa-loompa è stato un pò personalizzato per esigenze di stile).
Perchè a
prire un'Umpalumpa quassù - correva l'anno 2012, a seicentoquarantotto metri d'altezza è stata sì cosa buona e giusta, con la follia bella che deve accompagnare i sogni che finalmente escono dal cassetto, ma di certo non una robina da niente.
Umpalumpa nel mezzo del suo cammin ha persino cambiato casa (memorabile giugno 2016) e trovato una compagna di viaggio, la metà magica dell'Officina, Michela e la sua zattera dell'arte terapia.


Umpalumpa che fa?

Umpalumpa legge
Indipendente, accoglie incondizionatamente tutto quello che chi scrive seleziona con tanta cura.
Libri amati, libri scoperti, libri scoperti da voi. Umpalumpa ascolta e consiglia. Porta sempre aperta per accogliere insegnanti curiosi (o curiosi e basta!) per mini aggiornamenti in merito alla vasta produzione letteraria per bambini e ragazzi.
I suoi scaffali colorati ospitano cartonati per piccole mani, albi illustrati, libri curiosi e romanzi che lasciano spazio alle emozioni di chi, adulto o piccino che sia, sa farsi ancora ispirare dalle buone letture e dalle cosebelle.
Rigorosamente in unica copia. Quindi capita di non trovare quello che si stava cercando. Capita che quello che non si stava cercando trovi te.

Estroversa, invita in autonomia o in collaborazione con biblioteche e scuole del territorio, autori ed illustratori; ha conosciuto creature simpatiche tra il mitologico e il fantastico, che con inchiostro e matite ne hanno raccontate di ogni colore.  

Umpalumpa aderisce da sempre alle iniziative nazionali, quelle belle, di promozione alla lettura; come “Nati per Leggere” e “Io Leggo Perchè”.

 

Umpalumpa gioca
Novanta metri quadrati dove abitano le sopracitate cosebelle che chi scrive stana spulciando avidamente cataloghi (con una spiccata preferenza per il cartaceo) o passeggiando a zonzo nelle fiere.
Spessissimo hanno la forma di un giocattolo, altre volte quella di una scatolina di pastelli o un segnalibro capace di volare.
I nostri fornitori sono tutti tipi in gamba perchè sanno meravigliare; quella meraviglia autentica, che mette in moto l'immaginazione e non ha bisogno di pulsanti rumorosi o della réclame in tivù.

 

Umpalumpa + la zattera dell'arte terapia seminano granelli di poesia, dipingono soffioni con i piccoli frutti paracudisti. Lanciano idee.

 

Ma chi scrive?

Ma chi scrive? - UMPALUMPA

Chi scrive è la timoniera di Umpalumpa. 
Mani piccole, collezionista di gomme, va matta per le ciliegie e i pois, che appiccica o disegna sui pacchetti regalo con l'occhio attento del grafico. Umpalumpa ha due sgabellini, una sedia e un comò a pallini.
Educatrice ambientale, le stanno simpatici fenicotteri rosa e volpi (ma a casa ha tre buffe cavie peruviane).
Nel tempo libero è solita frequentare librerie e mercatini vintage dove scova gonnelline fiorate a campana e camicie con spalline incorporate che la fanno sembrare un giocatore di football americano.
Nel 2008 e anni a venire (fino al 2012), zampettava in giro per la bergamasca (ma avvistata anche nel capoluogo), valigia rossa al seguito piena di albi illustrati, con la scusa di fare laboratori per giocare con l'arte e progetti di educazione alla lettura, nei musei (educatrice museale con formazione munariana), scuole, parchi pubblici consenzienti e biblioteche (a Clusone è stata bibliotecaria per un bel pò). In realtà era solo felice di leggere storie ad alta voce e raccontare dei "suoi" amati Mimmo Rotella, Pollock... ai bambini. Ora è felice e contenta con Umpalumpa.

La zattera dell'arte terapia che fa?

(scrive Michela – arte terapeuta)   La zattera dell’arte terapia viaggia. E fa viaggiare. Simbolicamente, da una realtà all’altra, da un dentro a un fuori, da un io a un tu, da un noi a un voi. Tra forme, colori, desideri e consapevolezza. ln uno spazio delicato e senza tempo che riattiva la creatività e il fare da sè per illuminare la realtà di incanto e stupore. Qui la zattera dà vita a percorsi personali, metaforiche gite di gruppo, itinerari di scoperta, cammini interiori. Sì, perchè attraverso l’arte terapia si immaginano, si creano e si ritagliano progetti su misura, per chiunque abbia voglia di mettersi in gioco. Dove? In Officina, nelle scuole o girovagando qua e là in cerca di sintonie e stimoli preziosi.
L’arte terapeuta racconta, suggerisce, ascolta e lancia proposte, cercando di farsi comprendere senza pretendere di piacere subito a tutti poichè, si sa, i sapori particolari hanno bisogno di essere gustati con calma.

La zattera dell’arte terapia, un atelier sui generis, si presenta come un’oasi vitale da scoprire piano piano, per tornare a giocare semplicemente con l’arte spontanea, la curiosità, le emozioni, le immagini e le storie.
E’ un pò la parte curativa dell’Officina, quella che si compone di sguardi, silenzi, vissuti e tracce.
Quella che si accende nel momento in cui la ricerca di un titolo diventa ricerca di uno specchio in cui riflettersi, di uno spazio in cui ritrovarsi. E in fondo non è altro che un contenitore flessibile, cangiante, semplice eppure straordinario di sorrisi, lacrime, esperienze profonde, autentiche magie.

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